Portare a casa un cucciolo è sempre una gioia immensa
Un piccolo di due mesi - che dovrebbe essere l'età minima per il distacco dalla mamma - è una soffice palla di pelo curiosa, pronta a scoprire il mondo e desiderosa di giocare.
Ed è qui che spesso commettiamo il primo errore.
Travolti dall'entusiasmo della novità, lo chiamiamo di continuo. lo stimoliamo senza tregua, vogliamo che giochi a ogni ora...magari dopo aver
preso ferie apposta per godercelo.
Sembra un gesto amorevole, ma in realtà è il preludio di tante difficoltà future. Così facendo, abituiamo il cucciolo a una vita fatta di attenzioni e presenze costanti.
Poi, però, quando torniamo al lavoro, ci aspettiamo che resti da solo per un bel po' di ore di fila, tranquillo immobile e sereno.
La verità? E una pretesa irrealistica.
Il cucciolo, abituato a stimoli continui vivrà la solitudine come un vuoto enorme: ecco che arrivano i pianti disperati e i "disastri" in casa.
Accogliere un cane significa amarlo fin dal primo giorno, ma anche offrirgli ciò di cui ha davvero bisogno: equilibrio, riposo e gradualità e non ciò che desideriamo noi in quel momento.
Si pretende davvero troppo da un animale così piccolo che è appena stato strappato dalla sua mamma e dai suoi fratellini e sorelline; il cucciolo deve capire fin da subito quale sarà la sua vita poichè purtroppo, dato che tutti dobbiamo lavorare, sarà fatta anche di qualche ora di solitudine.
Per non parlare dei bisogni, quelle stramaledette traversine hanno fatto dei danni ENORMI, sempre in riferimento al discorso di prima. Si abitua il cane a una vita e a delle abitudini irrealistiche. Prima gli insegnamo a fare i bisogni in casa, poi ad un certo punto decidiamo che è ora di farli SOLO fuori casa, si certo...
La coerenza sarà tutto ciò di cui abbiamo bisogno nella crescita del nostro cucciolo, le regole dovranno essere sempre le stesse fin da subito, il cane ha bisogno di punti fermi, di certezze, cambiare idea in continuazione gli porterà solo confusione.